La Fondazione
La Fondazione Galignani, costituita nel 2004, è il compimento di un lungo percorso di evoluzione che prende il via più di un secolo fa, quando il dott. Giuseppe Antonio Galignani aprì le porte a una struttura che diede un tetto ai giovani orfani palazzolesi. Vari cambiamenti si susseguirono negli anni, ma ogni mattone che si aggiungeva era finalizzato a un nobile obiettivo comune: l’interesse e la solidarietà per ogni membro della nostra società.
Obiettivo che tutt’oggi permane e si traduce in attività di istruzione, formazione e crescita, al fine di costruire le migliori condizioni di vita per bambini, adolescenti e per studenti pronti a fare il salto nel complesso mondo del lavoro.
Tali attività si concretizzano in interventi mirati e specifici, gestiti e coordinati da personale qualificato che mette a disposizione le proprie competenze professionali, organizzative, cognitive e culturali.
Particolare attenzione viene dedicata a progetti di orientamento non solo finalizzati al percorso scolastico, ma inerenti l’affettività e la sessualità nei momenti più delicati della vita di un ragazzo, ossia la pre-adolescenza, fase nella quale si definiscono molto elementi della vita adulta.
Fondazione Galignani è anche uno spazio fisico per incontrare gli amici, un’occasione per conoscere nuova gente, un luogo per parlare, giocare, ascoltare musica.
La nostra storia
1908
“…col restante patrimonio e frutti accumulati entro trent’anni faccio obbligo tassativo a detta Congregazione di erigere in Palazzolo sull’Oglio un orfanotrofio maschile…” Le parole testamentarie del dottor Giuseppe Antonio Galignani aprono le porte ad una pia opera che raccolga giovani orfani a Palazzolo.
1917
inaugurazione presso l’Oratorio, nei locali dietro la chiesa di S. Sebastiano, dell’Orfanotrofio Maschile Galignani, che accoglie sette orfani, che aumentano a dodici dopo pochi giorni.
1928
Viene approvato lo Statuto Organico dell’Opera Pia Orfanotrofio Maschile Giuseppe Antonio Galignani. Firmato Vittorio Emanuele, controfirmato Mussolini
1975
“…lo scopo fondamentale della Comunità è diretto verso il minore per creare le condizioni più idonee a favorirne la crescita, intesa come maturazione personale affettiva, come acquisizione dell’autonomia e della socializzazione; in secondo luogo, si orienta verso un’azione di appoggio alla famiglia del minore, intervenendo nella realtà familiare e rionale del minore, onde non sradicarlo dal suo ambiente…” Nasce la Comunità Base Galignani.
1993
Nasce il progetto giovani. Raccoglie l’”informagiovani”, servizio informativo e orientativo; il “C.A.G., spazio d’incontro nel tempo libero; e diversi serivizi per il territorio, quali corsi d’educazione, orientamento scolastico e altro..
2001
Nasce in convenzione con l’amministrazione comunale di Palazzolo il “PROGETTO PALAZZOLO GIOVANI”
2004
L’Ente Galignani si trasforma in fondazione. La Fondazione “Giuseppe Antonio Galignani”
La nostra società è attraversata da mutamenti forti e radicali.
Senza la pretesa di una analisi sociologica, possiamo affermare di essere dentro una corrente tumultuosa di cambiamenti che hanno modificato modi di sentire e di agire che si ritenevano consolidati, che ingenerano innanzitutto un diffuso senso di disorientamento e precarietà. Aumentano, e si diversificano, le aree di disagio giovanile e le difficoltà degli adulti e delle famiglie a cogliere, interpretare e disattivare tale disagio, dove si mescolano insicurezza e sovrastima di sé, bisogno di autonomia e ricerca di punti di riferimento, aggravati da una situazione economica che sembra non lasciare spazio a speranze di miglioramento futuro se non a prezzo di sacrifici o ridimensionamento delle proprie aspirazioni.
Soggetti classici di educazione in ambito giovanile ormai faticano da tempo a raggiungere tutti i giovani, e lo Stato e gli Enti locali si sottraggono sempre più alla loro funzione di garanti del “welfare”, delegando sempre più al Terzo Settore il compito di alleggerire queste difficoltà. Gli adulti stessi assumono a volte atteggiamenti rinunciatari nei confronti dei loro compiti di educatori.
Nuove culture e valori diversi entrano nelle nostre comunità, culture e valori che non sempre trovano i canali corretti per confrontarsi e correlarsi con la realtà nella quale si inseriscono, ingenerando in tal modo incomprensioni ed ostilità nei confronti del ‘diverso’, incapaci di trasformare questa diversità in ricchezza per sé e per l’intera comunità.
In questo quadro, è fondamentale ed essenziale saper
capire i cambiamenti e le domande che giovani e famiglie pongono, per costruire risposte adeguate
ed efficaci;
collaborare con tutti i soggetti coinvolti, in un arricchimento reciproco di esperienze e capacità;
coordinare il lavoro delle agenzie educative e di sostegno, per un coinvolgimento fruttuoso delle energie di tutti e l’uso efficiente delle risorse.
L’art.2 dello statuto della Fondazione Giuseppe Antonio Galignani definisce i compiti della Fondazione come una finalità sociale “… di pubblica utilità e di solidarietà sociale nei settori dell’educazione, della formazione e della promozione di migliori condizioni della realtà adolescenziale e minorile. In tal senso si propone lo studio, la promozione e la messa a disposizione della comunità civile di attività (interventi e servizi specifici), risorse (umane e culturali), competenze (professionali, organizzative, conoscitive) inerenti le problematiche del disagio adolescenziale e minorile e le tematiche preventive e riabilitative ad esse connesse, inclusi gli aspetti familiari ed inerenti le varie manifestazioni del disagio”
L’ambito di intervento sono quindi minori, adolescenti e famiglie ma non solo, perché la “promozione di migliori condizioni della realtà adolescenziale e minorile” sottintende azioni sociali che coinvolgono comunità e istituzioni.
La forma è quella dell’analisi dei bisogni e della messa a disposizione di attività, risorse e competenze che danno vita a interventi finalizzati alla diminuzione e soluzione del disagio, ponendo attenzione a che siano rispondenti a bisogni reali, siano efficaci ed economicamente sostenibili.
Scopo primario della Fondazione è quindi “essere un soggetto educante” sia nei confronti degli adolescenti e dei minori, rispetto ai valori della conoscenza di sé, della convivenza civile, del proprio progetto di vita, sia nei confronti degli altri soggetti educanti (educare ad educare). Nella realtà attuale, dove il Terzo Settore è chiamato ad essere in prima persona promotore di opportunità, a questa funzione si aggiunge il compito di creare situazioni ed occasioni nelle quali soprattutto i giovani trovino risposta alle loro aspirazioni, valorizzandone le capacità e le intelligenze.
Complementare è il compito di una corretta gestione e valorizzazione del patrimonio della Fondazione, nel rispetto della volontà dei donatori e delle finalità statutarie.
I valori fondanti di una società civile quali la promozione dei diritti fondamentali, la solidarietà, il rispetto e la tolleranza sono fondanti anche per la Fondazione.
Altri valori si aggiungono in maniera specifica e consentono alla Fondazione il raggiungimento dell’obiettivo, valori quali:
la responsabilità che viene sentita da tutti gli attori nei confronti delle giovani generazioni e della comunità;
il senso di appartenenza alla comunità locale e al territorio, e di appartenenza alla Fondazione per tutti i soggetti che vi operano e vi collaborano;
la consapevolezza della complementarietà sia dentro la Fondazione, dove compiti e competenze di ciascun attore si sommano e si integrano, sia all’esterno, dove azioni ed interventi devono essere coordinati e insieme contribuiscono a costruire percorsi per raggiungere i risultati voluti.L’ambito di intervento sono quindi minori, adolescenti e famiglie ma non solo, perché la “promozione di migliori condizioni della realtà adolescenziale e minorile” sottintende azioni sociali che coinvolgono comunità e istituzioni.
La forma è quella dell’analisi dei bisogni e della messa a disposizione di attività, risorse e competenze che danno vita a interventi finalizzati alla diminuzione e soluzione del disagio, ponendo attenzione a che siano rispondenti a bisogni reali, siano efficaci ed economicamente sostenibili.
Scopo primario della Fondazione è quindi “essere un soggetto educante” sia nei confronti degli adolescenti e dei minori, rispetto ai valori della conoscenza di sé, della convivenza civile, del proprio progetto di vita, sia nei confronti degli altri soggetti educanti (educare ad educare). Nella realtà attuale, dove il Terzo Settore è chiamato ad essere in prima persona promotore di opportunità, si aggiunge il compito di creare situazioni ed occasioni nelle quali soprattutto i giovani trovino risposta alle loro aspirazioni, valorizzandone le capacità e le intelligenze.
Complementare è il compito di una corretta gestione e valorizzazione del patrimonio della Fondazione, nel rispetto della volontà dei donatori e delle finalità statutarie.
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